Paesaggi incontaminati, aria pura e frizzante, tradizioni vive e genuine: da sempre l'Alto Adige/ Südtirol evoca un mondo in cui natura e uomo sono in perfetta armonia, favorendo la nascita e la produzione di specialità irresistibili. Lo Speck Alto Adige IGP è l'ambasciatore di questa terra straordinaria: il suo aspetto rustico, la fragranza ed il gusto sono merito di un metodo di lavorazione che, oltre a conciliare tradizione e innovazione, si avvale del particolare clima dell’Alto Adige. Lo Speck Alto Adige IGP, infatti, anche in virtù della speciale posizione geografica, ha un gusto equilibrato, più mite dei crudi fortemente affumicati del Nord Europa e più deciso dei prosciutti dolci di area mediterranea.

I primi documenti in cui viene nominata la parola "speck" risalgono al XVIII secolo, ma esso compare già nel 1200, pur con nomi e definizioni differenti, nei regolamenti dei macellai e nei registri contabili dei principi tirolesi. Inizialmente veniva prodotto per la necessità di conservare la carne, ed era destinato al consumo famigliare. La conservazione avveniva essenzialmente tramite la salatura e l'affumicatura; il primo metodo (che, portando alla disidratazione, impedisce lo sviluppo dei germi) era ed è tuttora quello tipico dei prosciutti di area mediterranea.

L'affumicatura, invece, (esposizione al fumo di legni aromatici) è il sistema preferito nel nord Europa per conservare la carne.
Lo speck deriva solo da cosce suine selezionate in base ai criteri definiti in modo inequivocabile nel capitolato sulla materia prima, che comprendono la relazione tra le parti grasse e quelle magre, il peso, la temperatura e il grado di acidità del PH delle carni. C’è infatti divieto formale di utilizzare, per la produzione di Speck Alto Adige IGP, cosce che non rispondono perfettamente ai criteri indicati. Quelle selezionate vengono disossate e rifilate secondo il tradizionale metodo con o senza fesa. È importante che la superficie sia omogenea, e quindi non presenti fessurazioni né sacche.